Il digitale ha cambiato la fotografia?

da Super User
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Sempre più spesso si sente dire che l'avvento del  digitale ha cambiato per sempre la fotografia. L'uso di memory card con capienze spropositate che ci mettono nella condizione di fare comunque click, il ricorso compulsivo al display per valutare il risultato e l'avvento dei social hanno in qualche modo cambiato l'approccio  alla fotografia.

Ma siamo certi che il responsabile di questo cambiamento sia solo il digitale oppure nella lunga storia di questa nobile arte c'è stato più di qualche cambiamento che ha decretato la fine della fotografia con l'F maiuscola?

Facciamo un salto indietro di oltre cento anni, alla fine del XIX secolo quando la fotografia era agli albori. Esattamente nel 1888 il fondatore della Kodak, George Eastman, ideo la Kodak Model 1.

Fin qui nulla di strano per una società associata fin da sempre alla fotografia. Ma osserviamo con attenzione lo slogan che accompagnava questa nuova macchina fotografica.
Recitava:" you press the button, we do the rest" ( tu premi il bottone, noi pensiamo al resto).

In effetti fino a quel momento la fotografia era un processo complicato e accessibile a pochi. Occorreva fare calcoli e impostare bene la macchina e soprattutto occorreva saper sviluppare e stampare le fotografie.

Con l'avvento di questa nuova macchina fotografica si è dato un grosso impulso ad un settore che giusto in quegli anni iniziava ad uscire da un ambito riservato a  pochi ed esperti utilizzatori per rivolgersi ad un pubblico più vasto.

La novità più importante introdotta da Eastman era la semplicità di utilizzo. Il fotografo di turno doveva solo inquadrare, fare click e inviare a Kodak la sua Model 1. In una  settimana si  ricevevano le 100 stampe, un nuovo rullo caricato e la macchina correttamente sigillata e pronta a scattare. 

Questa idea geniale di Eastman non solo consenti alla Kodak di inziare una rapida crescita industriale ma comincio a far percepire la fotografia come un mezzo di comunicazione di massa. Chiunque, con un budget minimo ed in modo estremamente facile,  poteva scattare delle foto. 

Qualche decennio più tardi, esattamente nel 1935, la Leica lancia sul mercato il modello IIIa (conosciuto anche come Leica G). Lo slogan che accompagnava questo nuovo prodotto recitava qualcosa come "La Leica è la fotocamera più veloce: la pellicola si avvolge automaticamente e la messa a fuoco è rapida, grazie al telemetro incorporato. Si possono realizzare tre scatti consecutivi in cinque secondi"

L'accenno sulla velocità della macchina, 3 fotografie in 5 secondi, incoraggiava inevitabilmente allo scatto, introducendo un approccio alla fotografia evidentemente meno concentrato sulla pellicola e più orientato a poter scegliere lo scatto in un secondo momento.

Attraverso questi due  esempi ci risulta facile capire come la fotografia ,fin dalla sua nascita, era destinata ad essere non solo  strettamente legata alla tecnologia ma che le stesse tecnologiche avrebbero modificato l'approccio a questa arte.

Ma allora come è possibile continuare a utilizzare una attuale macchina fotografica senza ritrovarsi a scattare compulsivamente e a distrarci guardando il display della macchina fotografica?

La risposta è tanto semplice quanto difficile da attuare visti i tempi che corrono. E' necessario rispolverare la cultura per la fotografia ed abbandonare quella dell'immagine. Acquistate libri di fotografia,  studiatevi i fotografi che hanno fatto la storia di questa meravigliosa arte, andate a vedere delle mostre fotografiche, emozionatevi osservando le fotografie,  seguite un buon corso di fotografia e  
diffidate da chi vi dice che è la macchina fotografica a fare la foto.

 

 

 
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